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Alidargento
Viaggio di una rondine verso il sole
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06.10.2004

Grazie di Cuore

 

Quando qualche mese fa ho aperto questo spazio non sapevo che oggi avrei deciso di chiuderlo.Sapevo che non sarebbe stato per sempre, perchè nulla lo è. Sapevo che in cambio del tempo che questa opportunità mi avesse concesso le avrei offerto il mio "confidarmici" senza riserve, così è stato. Ringrazio tutte le persone che si sono fermate qui e mi hanno lasciato ciò che oltrepassando il limite delle parole porterò dentro me. Sara' ciò che in giornate senza Sole, riuscirà a darmi la pazienza di attendere il suo ritorno e guiderà il mio volo nella sua direzione anche quando gli occhi non riusciranno a rifletterne l'immagine nella mente e chiudendosi ascolteranno, nel mio respiro trattenuto,la voce del Cuore...e ovunque mi porterà vi rincontrerò e riconoscerò negli occhi di chi saprà rispondere al mio sorriso con il suo.

by @ 12:40 [ ]
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07.09.2004

"Sì...io ci provo"

 

Il suo indice è alzato e mi sta indicando. è difficile sostenere lintensità del suo sguardo abbasso gli occhi e sento arrivarmi al cuore il grido della sua silenziosa richiesta.

La catena del sacrificio degli innocenti chiede di essere spezzata.

Londata di violenza che sta travolgendo lUmanità può trovare la risposta più realistica solo nel contrapporre ad essa una forza opposta: la non-violenza.Solo in questo modo riusciremo a cogliere il messaggio che nei secoli hanno cercato di comunicarci le guerre, i lager, i gulag, i conflitti etnici e civili, le bombe atomiche e i genocidi e a dare un senso al sangue versato da chi per aprirci gli occhi ha dovuto pagare un prezzo troppo alto.

La non-violenza non è passività, non è viltà, non è buonismo incapace di vedere il male che cè nelluomo e nelle organizzazioni degli uomini. Non significa accettare quanto sta accadendo come inevitabile. Essa è impegno coraggioso e quotidiano per arginare, ridurre, combattere il male. A partire da se stessi.

LUmanità ha investito enormi intelligenze e capitali nella ricerca di armi sempre più sofisticate, e invece ha investito poco, troppo poco per inventare e praticare strade pacifiche per prevenire e risolvere i conflitti. Anche nellaffrontare le tante ingiustizie, lUmanità ha investito molto nella organizzazione della violenza, ha molto pensato e praticato in termini violenti la lotta per la giustizia, finendo poi per produrre nuove ingiustizie cui altri hanno cercato di rispondere poi con nuove violenze.

Siamo in molti a credere nella non-violenza, ma non può bastare ridurla a un pensiero, deve diventare azione quotidiana, esempio per le nuove generazioni, esempio sorretto dalla verità e non dalla propaganda.

La strada della non-violenza è ancora una strada fragile, acerba, piena di ambiguità, dubbi laceranti e incertezze a partire dalle nostre. E un cammino difficile, che ci chiede la nostra dedizione, la nostra perseveranza, il nostro affidarci senza avere la certezza che riusciremo a vedere lalba di un mondo nuovo, ma permettendoci di dare un senso al nostro esistere attraverso il nostro consapevole e fiducioso contribuire al tentativo di crearlo.

Alzo lo sguardo.e nei tuoi occhi, Bambino, vedo la Bellezza di quel Mondo Nuovo .la mia risposta è Siio ci provo.

 

by @ 23:42 [ ]
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06.09.2004

Decadimento della dignità umana

 
I giornali di un Paese possono, in due settimane, portare la folla cieca e ignorante a un tale stato di esasperazione e di eccitazione da indurre gli uomini ad indossare l'abito militare per uccidere e farsi uccidere allo scopo di permettere a ignoti affaristi di realizzare i loro ignobili piani.
In relazione a questo stato di cose non mancano profeti che prevedono prossimo il crollo della nostra civiltà.
Io non sono nel numero di questi pessimisti: io credo in un avvenire migliore.
                                             
                                          (Albert Einstein)
 
 

by @ 18:17 [ ]
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16.08.2004

A mio figlio

 
Per il tuo Compleanno
 
.....18 anni fa ho fatto un bellissimo sogno
tu nascendo e crescendo
lo hai reso
vivo e reale.
 
                                    Per sempre
                                       mamma
 
 
Dedicate a te le parole di Max Ehrmann:
 

Va' serenamente in mezzo al rumore e alla fretta
e ricorda quanta pace ci puo' essere nel silenzio.

Finche' e' possibile senza doverti arrendere conserva
i buoni rapporti con tutti.

Di' la tua verita' con calma e chiarezza, e ascolta gli altri,
anche il noioso e l'ignorante, anch'essi hanno una loro storia da raccontare.
Evita le persone prepotenti e aggressive, esse sono un tormento per lo spirito.

Se ti paragoni agli altri, puoi diventare vanitoso e aspro,
perche' sempre ci saranno persone superiori ed inferiori a te.

Rallegrati dei tuoi risultati come dei tuoi progetti.
Mantieniti interessato alla tua professione, benche' umile;
e' un vero tesoro rispetto alle vicende mutevoli del tempo.

Sii prudente nei tuoi affari, poiche' il mondo e' pieno di inganno.
Ma questo non ti impedisca di vedere quanto c'e' di buono;
molte persone lottano per alti ideali, e dappertutto la vita e' piena di eroismo.

Sii te stesso. Specialmente non fingere di amare.
E non essere cinico riguardo all'amore,
perche' a dispetto di ogni aridita' e disillusione esso e' perenne come l'erba.

Accetta di buon grado l'insegnamento degli anni,
abbandonando riconoscente le cose della giovinezza.

Coltiva la forza d'animo per difenderti dall'improvvisa sfortuna.
Ma non angosciarti con fantasie.

Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di la' di ogni salutare disciplina, sii delicato con te stesso.

Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle;
tu hai un preciso diritto ad essere qui.
E che ti sia chiaro o no, senza dubbio l'universo va schiudendosi come dovrebbe.

Percio' sta in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca,
e qualunque siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni,
nella rumorosa confusione della vita conserva la tua pace con la tua anima.

Nonostante tutta la sua falsita', il duro lavoro e i sogni infranti,
questo e' ancora un mondo meraviglioso. Sii prudente.

Fa di tutto per essere felice. 

by @ 13:31 [ ]
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22.07.2004

Senza radici

 
Navigando su Internet ho trovato un sito
 http://digilander.libero.it/Gretablu/il_piccolo_principe/pp00.html, dove è pubblicata la versione integrale del libro di Antoine de Saint-Exupery  "Il Piccolo Principe". Ho letto questo libro qualche anno fa. Mi sarebbe piaciuto incontrare il Piccolo Principe quando ero "piccola" per poter fare un confronto con quanto ha saputo trasmettrmi ora che sono "grande". So che ogni volta che mi capita di rincontrarlo o di andarlo a cercare riesce magicamente a offrirmi qualcosa di nuovo, come fosse il cilindro di un "vero" Mago che non ha bisogno di ricorrere ai trucchi per riuscire a stupire.
Ogni pagina invoglia ad un'attenta lettura, ogni pagina contiene un segreto da svelare, ogni pagina si fa specchio di fronte al quale pian piano è possibile vedere se stessi indossare ora questo ora quel personaggio, ma sempre incitati a non perdere la capacità di riconoscerci aldilà del travestimento.
E' proprio a proposito di questa opportunità, offertami dal Piccolo Principe, che ho scoperto come paradossalmente il mio immedesimarmi sia stato più difficile proprio quando il testo riporta:
 
"Gli uomini? .....non si sa mai dove trovarli. Il vento li spinge qual e la'. Non hanno radici, e questo li imbarazza molto". 
 
a pronunciare queste parole è la voce di un fiore, "Un fiore a tre petali, un piccolo fiore da niente...  " , così recita il testo.
E' stato imbarazzante per me. Non tanto dover accettare l'idea che i fiori parlino. Di questo ne sono assolutamente certa. E' stato imbarazzante accettare l'idea di appartenere a quella specie che spesso riconosce a se stessa sia la capacità di dominare ogni cosa, anche il Vento, tanto quella di mettere le proprie radici ovunque, anche dove non è richiesto. Una specie che pur vedendo intorno a sè ogni giorno morire, continua imperterrita a seguire l'illusione dell' "immortalità" per poi finire di accontentarsi di poterne anche solo parlare. Ma a quanto pare  anche i piccoli fiori da niente sanno che non è così.
Mi guardo sgomenta e di fronte all'evidenza non posso altro che constatare di essere sprovvista di radici anche se a volte come in un sogno mi sembra di ricordarle. Non sono un albero. Sono una persona.
Non sono un albero che davvero può vantare le sue radici, che le può affondare nel cuore della Terra per poter affrontare la furia del Vento e tremare alle sue carezze. Non sono un albero, che silenzioso e fiero accetta il suo destino di veder scivolare il Tempo senza poter aver gambe per rincorrerlo. 
Che mi piaccia o meno sono una persona. Una persona che in una mano stringe un sogno che chiama "libertà" e nell'altra la "paura" di realizzarlo. Una persona che è troppo impegnata a difendere ciò che stringe fra le mani per riuscire a ricordarsi che quelle mani sono la sua possibilità di sentirsi libero quando senza paura le allunga per abbracciare chi come  lui è nato da un seme. Un seme che qua e là sospinto dal vento sta cercando di raggiungere, nel cuore della Terra, la sua dimora.

 

by @ 07:55 [ ]
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14.07.2004

A mia madre

Fra le persiane socchiuse della stanza filtra la luce di un nuovo giorno. Non ho ancora voglia di alzarmi. Mi rigiro pigramente nel letto. Immersa nel dormi-veglia ascolto lo stridere festoso delle rondini che salutano il sorgere del sole, mentre in sottofondo, il rumore dell'acqua di Ermine che scorre ha il suono di una preghiera.
Nel buio dei miei occhi chiusi affiora il ricordo sbiadito di me bambina. Lo sguardo fisso in quello di mia madre in cerca di quella bellezza che in lei avvertivo più del profumo della sua pelle e del suono della sua voce. Quella bellezza che tiepida sentivo appoggiando la mia guancia alla sua mentre trattenendo il respiro ascoltavo i passi veloci del mio cuore che cercavano di raggiungere il suo cuore. Non ci sono riuscita.....non tutte le volte che avrei voluto. Per tanto tempo quelle occasioni perdute sono rimaste chiuse nel mio cuore, che di nascosto cullavo tra il mio senso di colpa, per non essere forse come tu mi avresti voluta, e la mia rabbia nel dovermi fermare di fronte alla tua incapacità di comprendere quanto era grande il mio bisogno di sentirti comunque vicina. Un Amore tormentato il nostro, mamma, ma un grande infinito Amore che hai saputo lasciarmi quando andando via per sempre mi hai insegnato che non si può dare ciò che neghiamo anche a noi stessi. Si può dare solo ciò che si ha. Senza riserve, incondizionatamente. Tu con me l'hai sempre fatto, mamma. E' passato tanto tempo da allora, spesso con tanta nostalgia ripenso ai nostri cuori. Ho smesso di immaginarli come li avrei voluti e come non sono mai stati. Li vedo  rincorrersi, incapaci di rinunciare a farlo, sperando di potersi sfiorare anche per un solo attimo, come ali di rondine che festose salutono il sorgere del sole, mentre in sottofondo, il rumore dell'acqua di Ermine che scorre ha il suono di una preghiera....che attraversandomi il cuore sta cercando di raggiungerti....Mamma....ovunque tu sia.
 

by @ 12:28 [ ]
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18.06.2004

Il mondo corre

 
Il mondo corre. Mi chiede di aggiornarmi diadeguarmi di conformarmi.Il mondo corre. Non ce la faccio più a correre. Sono stanca. Non pretendo che chi riesce a tenergli testa rallenti il suo cammino per me. Non posso essere che felice se qualcuno potrà arrivare dove io non sono arrivata. Nascosta in me continua ad essere viva la speranza che le mete che verranno raggiunte da chi è più forte, se  si chiameranno progresso, non si dimentichino di chi è più debole. Sono solo un essere umano, faccio parte di una specie i cui poteri possono tanto distruggere la Vita quanto sviluppare la saggezza e la volontà per sostenerla. Il mondo corre. E io non riesco più a capire dove sta correndo. Mi sento stanca, impaurita, sola. Non ho bisogno di sapere perché tutto questo stia accadendo è più urgente la mia necessità di scorgere, tra la gente in corsa, un passo che rallenta, uno sguardo che volgendosi indietro e incontrando il mio, anche per un solo attimo, mi parli soltanto e semplicemente di Umanità.

by @ 09:34 [ ]
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08.06.2004

La mongolfiera

 
Stamattina, dopo aver smontato la terza notte di lavoro, ad attendermi all'uscita c'era una sorpresa. E' bastato alzare per un attimo gli occhi al cielo ed eccola dondolarsi lenta, più leggera dell'aria, luna dipinta di colori arcobaleno, accarezzata dalle prime luci del giorno.......una mongolfiera :) ! Non è così insolito vederla attraversare pigra i cieli di questi luoghi, rinomati anche per la presenza di una scuola di volo in mongolfiera e di una manifestazione internazionale dedicata al curioso e antico mezzo di trasporto. Ciò che però riesce ad affascinarmi, non è tanto il suo essere la realizzazione del sogno dell'uomo di poter conquistare il cielo, ma il suo lasciarsi trasportare dal vento, la sua ascesa lenta verso l'alto alimentata da potenti respiri che caldi la rendono leggera e distaccandola dolcemente da terra cullandola l'affidano al vento e alla vastità del cielo. Il suo muoversi senza fretta attraversando i miei occhi mi pervade di un senso di pace che sembra invitare anche me ad arrendermi a quella sensazione che è come se, davvero, mi  permettesse di osservare il mondo da un'altra posizione.
E il fiore si perde fra i mille fiori di un prato che ora facendosi piccino è accolto tra le braccia della Natura che vedo attraversata da nastri d'argentee acque che scendendo dalle vette perennemente innevate della sua corona in verdi morbide forme disegnano le colline. Ciò che era grande ora è piccino. Ciò che era pesante si fa leggero. I dettagli si perdono in un disegno del quale riesco solo a distinguere i contorni che lentamente anch' essi vedo sbiadirsi fino a dissolversi in quell' infinito dove ora anche la mongolfiera mi appare come un  minuscolo punto che vedo svanire oltre i contorni di un bosco che l'incandescente luce del sole che nasce sembra aver dipinto di nero.

 

by @ 17:15 [ ]
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04.06.2004

Oggi come allora....

 
Ciò che ho deciso di pubblicare oggi l'ho scritto circa cinque anni fa. Il mio fare riferimento al passato non nasce dal mio non aver nulla da dire al presente, ma dal  sentirmi particolarmente legata a queste poche. semplici riflessioni, che ho sentito fiorire in me allora e che hanno segnato il termine e al tempo stesso l'inizio di un capitolo della mia esistenza.
Oggi come allora la Primavera stava cedendo il passo all'inizio dell'Estate.
Oggi come allora ringrazio una bella giornata di sole per essere stata capace di darmi tanto senza chiedere niente in cambio.
Pochi sono gli istanti vissuti capaci di scrivere la parola "per sempre" nella nostra Vita, questo per me è stato uno di quelli:
 
"Nonostante avessi davvero molte cose da fare, ieri non ho voluto rinunciare alla mia passeggiata. La giornata era bella, invitante, sarebbe stato stupido dare la priorità a ciò che assume carattere d'urgenza solo se inserito nella frenetica quotidianità. Non voglio più trovare scuse, nè rimandare il soddisfare le necessità della mia anima, per favorire la realizzazione di desideri che altro non possono offrirmi se non qualche lira in più, forse un pò di successo, l'approvazione degli altri, il loro consenso a far parte anch'io del "grande branco".
Non voglio vivere per qualche lira in più nè per ottenere l'altrui approvazione. Ho provato a farlo, ma ho perso me stessa. Disperata a metà della mia vita mi sono chiesta per cosa e per chi vivessi. Ho desiderato morire e ringrazio quel sottile raggio di sole che mi ha trattenuta proprio mentre stavo per farlo, inghiottita dal vuoto. Così avrei posto fine al mio tormento, alla mia disperazione, al non saper più trovare vie d'uscita. Ma quel vuoto si sarebbe divorato anche bellissime giornate di sole, come quella di ieri.
Ascolto i miei passi sul sentiero, sulla pelle avverto la piacevole sensazione del percorrere tratti ombrosi che si alternano a spazi soleggiati. Ogni mio senso è armoniosamente e pienamente coinvolto. I pensieri fioriscono accompagnati dal chiacchierare dell'acqua di un ruscello, dal sorridere dell'erba solleticata dal vento, dalla danza d'amore di un'ape per un fiore, dal profumo del primo fieno che aromatico impregna l'aria. Emozioni che mi riportano indietro nel tempo. Con nostalgia riaffiorano ricordi di quand'ero bambina. Oggi sono donna, lo so bene, consapevole che non si può tornare indietro, rivivere, se non nel ricordo, ma si può vivere, andare avanti, riprendendo con pazienza fra le mani pezzi interrotti della propria esistenza, che lasciati in disparte chiedono di essere riconsiderati, offrono ancora e sempre una possibilità. Non mi negherò questa possibilità. Non potrò più farlo con la purezza e l'ingenuità di quand'ero bambina, ma voglio provarci con la determinazione e la passione di una donna che ha deciso di andare avanti seguendo il proprio sentire, accettando i chiaro-scuri del mio essere, perdonandomi per la mia fragilità per imparare a perdonare quella altrui, comprendendomi per imparare a comprendere. Ascolterò la mia anima, imparerò ad amarla e a saper rinunciare a ciò che fino in fondo non sarò capace di offrirle."
 

by @ 15:40 [ ]
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27.05.2004

So che è così.....

 
La scorsa settimana ho partecipato a un seminario che aveva come tema "L'accompagnamento alla morte". Il relatore era Don Sergio Messina. Don Sergio è un personaggio molto noto fra soci e volontari dellAnapaca; per anni cappellano dellospedale infantile Regina Margherita si è successivamente trasferito allAmedeo di Savoia dove si è occupato in modo particolare di malati di Aids e attualmente sta affrontando l'esperienza dei malati psichiatrici. Sono passati tre anni da quando ho avuto il piacere di ascoltarlo la prima volta affrontare il problema del "Vivere il morire" che è anche il titolo di uno dei libri che ha scritto e che ho letto.
La mia scelta di partecipare a questo seminario nasce dal voler approfondire un tema con il quale la mia professione di operatore sociale mi ha portata e potrebbe portarmi a confrontarmi.
Stare accanto alla sofferenza e alla malattia, non può e non deve vedermi fuggire di fronte al loro evolversi verso quel momento nel quale si è chiamati a varcare quel confine che ci separa dal "dopo la morte". Il fuggire non servirebbe a nient'altro se non a lasciare una persona in una situazione peggiore di quella del dover affrontare la Morte: quella del doverla affrontare in solitudine.
Il fuggire non servirebbe nient'altro che a vedermi obbligata a scontrarmi non solo con la "paura di veder morire" ma con la paura del dover affrontare l'unica certezza che ho da quando sono nata, quella che, come tutti, mi vede impegnata nell'affrontare un "progetto a termine".
A volte si spende davvero tanto tempo a parlare di cosa ci attenderà oltre la Morte, ma ogni "supposizione" pur rimanendo vera quanto il suo contrario, non resta che una "supposizione", il nostro presuntuoso credere di sapere ciò che non si sa. "Credere di sapere ciò che non si sa"  forse è davvero la più riprovevole ignoranza.
Per questo condivido appieno il pensiero di Don Sergio che sottolineava che fin quando la Scienza non sarà in grado di offrirci risposte certe rispetto a ciò che sarà di noi dopo la Morte, non ci resta altro che la Fede. Ed è stato bello vedere un sacerdote fermarsi dopo aver pronunciato il termine Fede, rinunciando ad attribuirgli un significato solo religioso, ma riconoscendogli come per il concetto di Vita e di Morte quella "sacralità" intesa come un qualche cosa che ha a che fare con la Spiritualità, cioè con quella dimensione universale, profondamente umana, punto di incontro fra culture e linguaggi diversi.
Qualche tempo fa lessi un libro intitolato "Fede" scritto da Sharon Salzberg, che ha insegnato nei centri buddhisti di tutto il mondo.
Sulla copertina è scritto:
E' possibile parlare di Fede senza parlare di Dio?
"Nella mia concezione - afferma l'autrice - che la Fede abbia o no rapporto con una divinità non è essenziale. La sua vera essenza risiede nella capacità di fidarsi delle proprie radici più profonde".
So che è così. Lo so non perchè me lo hanno insegnato le religioni e le filosofie. Lo so perchè lo sento in me a ogni battito di quel cuore a cui mi affido.
 
 
 
 
 

by @ 16:13 [ ]
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24.05.2004

Un coro d'angeli

 
Non  è facile ritagliare momenti per sè stessi in una quotidianità sempre più improntata su un "devo fare" che sempre meno contempla il nostro bisogno di fermarci a respirare il profumo della Vita.  Questo è uno dei motivi per cui per alcuni giorni mi è stato impossibile lasciare orme sul mio Blog. Ho comunque ugualmente soddisfatto la mia necessità di comunicare con il cuore seguendo le orme lasciate da chi ha avuto la pazienza di leggere ciò che scrivo :)
E' stato bello,nel farlo, avere la conferma che ciò che lessi qualche tempo fa in un libro è vero....."....così fui certo che il bosco non è più senza via d'uscita. Di più non era opera mia soltanto".
Grande è la gioia che provo quando riesco a "parlare con il cuore", ma solo quando lascio il mio cuore "all' ascolto" delle voci che provengono da altri cuori, davvero avverto in modo pieno il senso di quella "comunicazione" capace di dissolvere ogni barriera che ci separa. Quella "comunicazione" che da cuore a cuore riesce nel trascendere le parole a farsi canto..... e sento la mia voce, pur nel rimanere singola voce, felice di confondersi in un "coro d'angeli".
 

by @ 11:10 [ ]
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18.05.2004

Vorrei dirti mille parole

Vorrei dirti mille parole
e invece resto muta
a leggere e rileggere le tue
fin quando i miei occhi
nel riempirsi di lacrime
le vedono tremare.
 
(Alidargento)
 

by @ 13:55 [ ]
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17.05.2004

Le affinità elettive

 
Oggi mi è capitato tra le mani un libro "Le affinità elettive" di Goethe. Lo trovai circa un paio di anni fa nel mio armadietto, dove a fine turno, ripongo i miei abiti da lavoro. Erano passati alcuni giorni da quel turno di notte condiviso con Nadia, durante il quale la nostra conversazione si era fatta così profonda, tanto da renderci consapevoli entrambe del fatto che anche  se la vita avesse separato le nostre strade, come è poi accaduto, eravamo riuscite a donarci reciprocamente un qualcosa che sarebbe rimasto idelebile nel nostro cuore. Oggi rileggendo la dedica che Nadia ha scritto sul libro che mi ha regalato, non solo mi è riaffiorato alla mente il suo bel sorriso, ma anche tutte le occasioni in cui ho cercato di relazionarmi con le persone affidando loro la mia vulnerabilità, pronta a correre il rischio di vederla schernita e derisa, ma comunque e sempre avendo fede in quel "credo" che profondo in me mi fa intuire che sia davvero l'unica via per poter costruire relazioni umane vere.
                                                                       
                                                                            12 Febbraio 2002
 
" Il battito d'ali di una farfalla nel nostro Paese ha conseguenze ambientali in Amazzonia. Questo per dire quanto sia incredibilmente percettivo e fragile il nostro ecosistema.
Ergo: non è affatto vero che per l'Universo io non sia nessuno, perchè le mie vibrazioni umane, emotive, d'amore gli permettono di esistere e di perpetuarsi.
Ti regalo Goethe, per farti capire quello che io penso sia tra noi vibrante: un'affinità elettiva.
Sono solita dire che mi innamoro delle persone che mi sanno fare ridere, ed è vero. Tu, però, mi hai commossa profondamente e mi sono ugualmente "innamorata". Mi hai, quindi, aiutata ad ampliare la percezione del mio mondo interiore capendo che mi innamorano le persone che mi scatenano emozioni, sentimenti e pensieri vivi.
Un essere umano nel senso pieno del termine, per questo mi sei affine. Ti voglio bene. Nadia."
 
L'emozione che provo oggi nel rileggere questa dedica è la stessa che allora mi ha impedito di manifestare con le parole la mia gratitudine a Nadia. Ma sono certa che, incontrandoci successivamente, lei ha saputo leggerla nei miei occhi lucidi e nel mio sapergli dire soltanto... grazie.....grazie di cuore.
 

 
 
 
 

by @ 13:50 [ ]
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13.05.2004

Prima di essere siamo stati

 
Prima di essere, noi siamo stati: pertanto le nostre convinzioni pregresse. Ci sforziamo, nel presente, di chiarire come stanno le cose, ma in questo processo veniamo ostacolati dal loro modo di essere in passato. Vi è una speranza però: nessuno di noi è fatto oggetto di un rigoroso pre-programma. Tutti abbiamo la possibiltà di assimilare esperienze nuove, a patto di saper combattere le nostre memorie esistenziali attenuandone il forte impatto su di noi. Se non vogliamo che il nostro futuro sia il piatto ripetersi del passato, occorre rendersi consapevoli del potere che hanno le vicende vissute sul nostro comportamento. Solo così saremo liberi di costruire il nostro avvenire.

by @ 22:17 [ ]
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11.05.2004

Consiglio del giorno...

 
 
 
Lancia il tuo cuore
davanti a te,
e
corri per raggiungerlo.
 
( Proverbio arabo)
 
 
                                        

by @ 18:43 [ ]
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30.04.2004

La biciclettina rossa

In sella alla sua biciclettina rossa, piedi a terra, la bambina osservava con aria seria la salita di fronte a sè. Stringendo un pò gli occhi pareva calcolare, da quella posizione, le energie che avrebbe dovuto impiegare per riuscire ad affrontarla. Ogni volta era come se ciò che vedeva ripido di fronte a lei in qualche modo la schernisse per il suo osare, così piccola, confrontarsi con uno sforzo che all'apparenza sembrava infrangere la legge delle proporzioni. Ogni volta era proprio quella sensazione a convincere la bambina ad accettare la sfida.
Era troppo piccola allora per comprendere che la sua scelta forse non era tanto determinata dal voler misurarsi con una ripida salita, quanto dal voler sfidar sè stessa, il proprio limite, per riuscire a vedere, oltrepassandolo, cosa vi fosse oltre.
Le mani ben salde sul manubrio , un piede è già sul pedale, l'altro pronto a sollevarsi ..........Via!!!!! Le sue gambette si muovono sicure, accompagnate da quella voce che dentro lei sembra sussurarle "dai....coraggio....ce la puoi fare".
Le piccole ruote hanno già oltrepassato la metà della distanza che la separa dal punto dove la strada sembra finire nel nulla.
Ritta sui pedali, ora la bambina comincia a sentire il sapore della fatica. Impegnata nello sforzo, si fa rossa in viso, sente il cuore batterle nelle tempie, le gambe le fanno male....non può mollare adesso.....adesso che il traguardo è lì....adesso che anche quella salita che ha sfidato sta facendo il tifo per lei e allargando le braccia sembra attenderla per stringerla e dirle "Brava!...ce l'hai fatta!".
"Non devo posare i piedi a terra....non devo....se lo farò mi accadranno cose terribili....ancora mezzo giro di pedale e ci sono..." parole che nella mente della bimba si rincorrono mentre lei a denti stretti non riesce quasi nemmeno più a respirare.
"........ecco....ancora un mezzo giro.....non devo posare i piedi...non...."
"Sìììììììììììììììì!!!!!!" . Il grido della vittoria le esce dal petto ansimante, in cui il cuore sembra scoppiarle, senza che la sua piccola mente riesca a distinguere nè si domandi se scoppierebbe per il grande sforzo o per l'immensa felicità di quell'istante.
Un istante che è già passato. Ora la bambina sta già assaporando il suo premio.......libera....velocissima.....con il vento negli occhi...e un solare sorriso si abbandona al piacere della meritata discesa.
Chissà che fine a fatto quella biciclettina rossa?.....forse mio padre, stanco di vederla in un angolo del solaio, la regalò a qualcuno.......
Io sono qua, in sella alla Vita, che tento di affrontare, con la tenacia della bambina di tanto tempo fa, le salite di ogni giorno :)

by @ 11:02 [ ]
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29.04.2004

Piccole isole di felicità

 
 
Non credo di sbagliarmi nel dire d'essere sostanzialmente "una solitaria". Da sempre non amo i luoghi affollati, che pur sollevando in me una certa curiosità, riescono in breve tempo a  rendermi insofferente e a darmi la netta sensazione di essere nel luogo sbagliato. Non mi sento "intonata" alla folla che vedo muoversi freneticamente, al rumore delle auto, all'odore dell'asfalto, a quell'aria che le persone sfiorandosi senza guardarsi sembrano rubare una all'altra. Solo un'attenta e paziente osservazione può a volte farmi scorgere fra i tormentati flutti dell'umanità, piccole isole felici. Come oasi nel deserto sembrano offrire a chi disperato pensa d'esser prossimo a morir di sete, la vista di quella sorgente nella quale tuffare il viso per berne fino a sentirsi euforicamente sazio. Minuscole isole di felicità : una mamma indica al suo bambino l'allegro scivolare di anatre selvatiche sul fiume, che incurante del traffico continua a scorrere attraversando la città. Su una pachina, poco più in là, un anziano signore a occhi chiusi protende il viso verso il sole, gli angoli della bocca disegnano sul suo volto un'espressione così serena, tanto da lasciar intravedere di lui il giovane uomo che era un tempo. Mano nella mano, due adolescenti si sfiorano con un bacio. Leggere le dita del ragazzo scostano la lunga ciocca di capelli dietro a cui lei nascondeva timida il suo sguardo innamorato.
Piccole isole di felicità alle quali il mio cuore, facendosi largo tra la folla, approda in cerca di pace.
 

by @ 16:07 [ ]
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26.04.2004

Nuvole

 
Qualche sera fa mi sono fermata incantata ad osservare nuvole. Leggere le ho viste muoversi, lievitare in morbide forme, malinconiche salutare il tramonto che nell'accarezzarle le aveva fatte per un attimo arrossire. Rossore che mescolandosi al giallo del sole si è fatto arancio è come velo si è steso sull'azzurro polvere del cielo a tardo pomeriggio. Nuvole che, come preziosi sogni orlati d'oro, animavano l'orizzonte. 
Nuvole che hanno reso visibile ai miei occhi l'umido respiro della terra. Furono acqua e ancora lo saranno quando alla terra faranno ritorno.
 
( La fotografia che ho pubblicato è di Luca Varini | luca@budbrain.it | www.budbrain.it )

by @ 18:44 [ ]
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26.04.2004

E' facile ma........

 

E' facile nel mondo seguire le opinioni del mondo;

è facile nella solitudine seguire le proprie;

ma il grande uomo è colui che

anche in mezzo alla folla

mantiene con perfetta dolcezza

l'indipendenza della solitudine.

                     ( Emerson)                

by @ 17:35 [ ]
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23.04.2004

L'abbraccio del Silenzio

 
Spesso mi sono chiesta quanto l'uso della parola riesca ad agevolare la "comprensione", intesa come abbraccio sincero nei confronti dei miei simili e in senso ancor più ampio nei confronti di tutto ciò che intorno riesce a rendermi consapevole del pulsare della vita e del suo manifestarsi in forme diverse da quella umana. Non sono riuscita a trovare una risposta diversa da quelle che, altri, prima di me, sono riusciti a dare. Ogni risposta fatta di parole, le mie comprese, ha sempre dovuto scontrarsi con l' "inadeguatezza". Forse perchè quella "comprensione" alla quale mi riferisco sfugge le regole che prevedono che i canali della comunicazione "verbale" in qualche modo possano essere i migliori o i preferiti per riuscire a raggiungere la certezza di "capire" e di essere "capiti".
La mia esperienza di quotidiano lavoro, con il silenzio delle persone che assisto,  mi ha insegnato a rivedere la certezza e la presunzione delle "parole", a partire proprio dalle mie.
Accade così che nel trovarmi di fronte a un mio simile e nell'impossibilità di poter "verbalmente comunicare" sento comunque fra me e l'altra persona vibrazioni che percorrendo "nuove strade" riescono a creare a livello profondo quel miracolo che vede nascere dal morire del nostro bisogno di parlare quello di ascoltare. Ascoltare ciò che simile a una musica o a un profumo ci pervade e sollevandoci da terra sembra invitarci a guardar dall'alto quanto siamo "piccoli" e quanto "grandi" le nostre pretese di poter con le nostre parole descrivere ciò che solo il Silenzio, in certi istanti, è degno di abbracciare.
 
 

by @ 18:28 [ ]
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