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Alidargento
Viaggio di una rondine verso il sole
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30.04.2004

La biciclettina rossa

In sella alla sua biciclettina rossa, piedi a terra, la bambina osservava con aria seria la salita di fronte a sè. Stringendo un pò gli occhi pareva calcolare, da quella posizione, le energie che avrebbe dovuto impiegare per riuscire ad affrontarla. Ogni volta era come se ciò che vedeva ripido di fronte a lei in qualche modo la schernisse per il suo osare, così piccola, confrontarsi con uno sforzo che all'apparenza sembrava infrangere la legge delle proporzioni. Ogni volta era proprio quella sensazione a convincere la bambina ad accettare la sfida.
Era troppo piccola allora per comprendere che la sua scelta forse non era tanto determinata dal voler misurarsi con una ripida salita, quanto dal voler sfidar sè stessa, il proprio limite, per riuscire a vedere, oltrepassandolo, cosa vi fosse oltre.
Le mani ben salde sul manubrio , un piede è già sul pedale, l'altro pronto a sollevarsi ..........Via!!!!! Le sue gambette si muovono sicure, accompagnate da quella voce che dentro lei sembra sussurarle "dai....coraggio....ce la puoi fare".
Le piccole ruote hanno già oltrepassato la metà della distanza che la separa dal punto dove la strada sembra finire nel nulla.
Ritta sui pedali, ora la bambina comincia a sentire il sapore della fatica. Impegnata nello sforzo, si fa rossa in viso, sente il cuore batterle nelle tempie, le gambe le fanno male....non può mollare adesso.....adesso che il traguardo è lì....adesso che anche quella salita che ha sfidato sta facendo il tifo per lei e allargando le braccia sembra attenderla per stringerla e dirle "Brava!...ce l'hai fatta!".
"Non devo posare i piedi a terra....non devo....se lo farò mi accadranno cose terribili....ancora mezzo giro di pedale e ci sono..." parole che nella mente della bimba si rincorrono mentre lei a denti stretti non riesce quasi nemmeno più a respirare.
"........ecco....ancora un mezzo giro.....non devo posare i piedi...non...."
"Sìììììììììììììììì!!!!!!" . Il grido della vittoria le esce dal petto ansimante, in cui il cuore sembra scoppiarle, senza che la sua piccola mente riesca a distinguere nè si domandi se scoppierebbe per il grande sforzo o per l'immensa felicità di quell'istante.
Un istante che è già passato. Ora la bambina sta già assaporando il suo premio.......libera....velocissima.....con il vento negli occhi...e un solare sorriso si abbandona al piacere della meritata discesa.
Chissà che fine a fatto quella biciclettina rossa?.....forse mio padre, stanco di vederla in un angolo del solaio, la regalò a qualcuno.......
Io sono qua, in sella alla Vita, che tento di affrontare, con la tenacia della bambina di tanto tempo fa, le salite di ogni giorno :)

by @ 11:02 [ ]
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29.04.2004

Piccole isole di felicità

 
 
Non credo di sbagliarmi nel dire d'essere sostanzialmente "una solitaria". Da sempre non amo i luoghi affollati, che pur sollevando in me una certa curiosità, riescono in breve tempo a  rendermi insofferente e a darmi la netta sensazione di essere nel luogo sbagliato. Non mi sento "intonata" alla folla che vedo muoversi freneticamente, al rumore delle auto, all'odore dell'asfalto, a quell'aria che le persone sfiorandosi senza guardarsi sembrano rubare una all'altra. Solo un'attenta e paziente osservazione può a volte farmi scorgere fra i tormentati flutti dell'umanità, piccole isole felici. Come oasi nel deserto sembrano offrire a chi disperato pensa d'esser prossimo a morir di sete, la vista di quella sorgente nella quale tuffare il viso per berne fino a sentirsi euforicamente sazio. Minuscole isole di felicità : una mamma indica al suo bambino l'allegro scivolare di anatre selvatiche sul fiume, che incurante del traffico continua a scorrere attraversando la città. Su una pachina, poco più in là, un anziano signore a occhi chiusi protende il viso verso il sole, gli angoli della bocca disegnano sul suo volto un'espressione così serena, tanto da lasciar intravedere di lui il giovane uomo che era un tempo. Mano nella mano, due adolescenti si sfiorano con un bacio. Leggere le dita del ragazzo scostano la lunga ciocca di capelli dietro a cui lei nascondeva timida il suo sguardo innamorato.
Piccole isole di felicità alle quali il mio cuore, facendosi largo tra la folla, approda in cerca di pace.
 

by @ 16:07 [ ]
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26.04.2004

Nuvole

 
Qualche sera fa mi sono fermata incantata ad osservare nuvole. Leggere le ho viste muoversi, lievitare in morbide forme, malinconiche salutare il tramonto che nell'accarezzarle le aveva fatte per un attimo arrossire. Rossore che mescolandosi al giallo del sole si è fatto arancio è come velo si è steso sull'azzurro polvere del cielo a tardo pomeriggio. Nuvole che, come preziosi sogni orlati d'oro, animavano l'orizzonte. 
Nuvole che hanno reso visibile ai miei occhi l'umido respiro della terra. Furono acqua e ancora lo saranno quando alla terra faranno ritorno.
 
( La fotografia che ho pubblicato è di Luca Varini | luca@budbrain.it | www.budbrain.it )

by @ 18:44 [ ]
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26.04.2004

E' facile ma........

 

E' facile nel mondo seguire le opinioni del mondo;

è facile nella solitudine seguire le proprie;

ma il grande uomo è colui che

anche in mezzo alla folla

mantiene con perfetta dolcezza

l'indipendenza della solitudine.

                     ( Emerson)                

by @ 17:35 [ ]
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23.04.2004

L'abbraccio del Silenzio

 
Spesso mi sono chiesta quanto l'uso della parola riesca ad agevolare la "comprensione", intesa come abbraccio sincero nei confronti dei miei simili e in senso ancor più ampio nei confronti di tutto ciò che intorno riesce a rendermi consapevole del pulsare della vita e del suo manifestarsi in forme diverse da quella umana. Non sono riuscita a trovare una risposta diversa da quelle che, altri, prima di me, sono riusciti a dare. Ogni risposta fatta di parole, le mie comprese, ha sempre dovuto scontrarsi con l' "inadeguatezza". Forse perchè quella "comprensione" alla quale mi riferisco sfugge le regole che prevedono che i canali della comunicazione "verbale" in qualche modo possano essere i migliori o i preferiti per riuscire a raggiungere la certezza di "capire" e di essere "capiti".
La mia esperienza di quotidiano lavoro, con il silenzio delle persone che assisto,  mi ha insegnato a rivedere la certezza e la presunzione delle "parole", a partire proprio dalle mie.
Accade così che nel trovarmi di fronte a un mio simile e nell'impossibilità di poter "verbalmente comunicare" sento comunque fra me e l'altra persona vibrazioni che percorrendo "nuove strade" riescono a creare a livello profondo quel miracolo che vede nascere dal morire del nostro bisogno di parlare quello di ascoltare. Ascoltare ciò che simile a una musica o a un profumo ci pervade e sollevandoci da terra sembra invitarci a guardar dall'alto quanto siamo "piccoli" e quanto "grandi" le nostre pretese di poter con le nostre parole descrivere ciò che solo il Silenzio, in certi istanti, è degno di abbracciare.
 
 

by @ 18:28 [ ]
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22.04.2004

Sullo specchio del tempo

Ciò che leggero sento in me ha sembianze di bimba. Gioca a piedi scalzi. In equilibrio su un filo di ragnatela teso tra fili d'erba. Circondata da fiori e farfalle. Un' immagine che mi sembra così vera e nella quale mi riconosco...così reale... tanto da mettermi il dubbio che quella che di me vedo riflessa sullo specchio del tempo altro non sia che un'illusione a cui regalo un ironico sorriso :)

by @ 16:20 [ ]
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20.04.2004

Le stagioni della vita

 
Dal libro Peter Camenzind di Hermann Hesse:
 
"In genere le mie vedute si erano lentamente modificate. Senza grande rimpianto mi sentivo staccato dagli anni giovanili e avviato verso la maturità dove si impara che la propria vita è un breve tratto e si sa di essere il viandante il cui passaggio e la cui scomparsa non eccitano gran che l'attenzione del mondo. Si tiene d'occhio una meta, un sogno preferito, ma non si pensa più di essere indispensabili e per via si prendono frequenti riposi per buttarsi nell'erba, rinunciare senza rimorso a un tratto di strada, canticchiare un verso e godere, senza secondi fini, il caro presente."
 
.......è  proprio così che sto cercando di affrontare una "nuova stagione della vita".
Ci sono giorni in cui sembra facile, altri meno......non importa.....io continuo a camminare :)
 
 

by @ 16:10 [ ]
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19.04.2004

L'eco dell' Amore

 
Quante volte ho usato la parola Amore?.......tante volte
Quante volte ho detto "ti voglio bene"?....tante volte,
ma solo da qualche anno a questa parte pur non smettendo di usare tante volte queste parole,  ho la consapevolezza di non  trasformare l' uso in abuso,  di non sminuire il valore del loro significato pronunciandole per abitudine o circostanza.
Non è stato facile comprendere, ma è diventato semplice nel momento in cui ho lasciato che la mente tacesse la sua esigenza di voler capire l'Amore. Solo allora, solo quando ho smesso di "cercare di capire" ho finalmente "compreso". E' stato allora che forte in me, una volta sola, una soltanto,  ho udito una voce che ha gridato "ti voglio bene", e nel farlo stava indicando proprio me. In un lampo è svanita. Da allora qualcosa è cambiato. Da allora ogni volta che pronuncio la parola Amore è come se di quell'istante mi giungesse l'eco.

by @ 21:31 [ ]
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19.04.2004

Il tempo

Forse è proprio quando non si avverte più lo scorrere del tempo che davvero noi  lo stiamo "vivendo". Ieri il tempo è volato, tra abbracci, sorrisi, scambi di emozioni che hanno saputo arricchirmi, farmi crescere un pò di più.Grazie.
 
......E a proposito del tempo ecco cosa scrive Michael Ende nel suo libro "Momo":
 
"Esiste un grande eppur quotidiano mistero. Tutti gli uomini ne partecipano ma pochissimi si fermano a rifletterci.
Quasi tutti si limitano a prenderlo come viene e non se ne meravigliano affatto. Questo mistero è il Tempo.
Esistono calendari e orologi per misurarlo, misure di ben poco significato, perchè tutti sappiamo che, talvolta, un'unica ora ci può sembrare un'eternità, e un'altra invece passa in un attimo...dipende da quel che viviamo in quest'ora.
Poichè il tempo è vita. E la vita dimora nel cuore".

by @ 12:42 [ ]
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14.04.2004

Attimi di tenerezza

 
 
Lo sguardo ceruleo del cielo
accarezza delicate corolle
curve sotto il peso
di ingordi insetti
ai quali offrono
profumate intimità
in cambio
di un attimo
di tenerezza.
 
 
 

by @ 17:36 [ ]
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14.04.2004

Quanto costa la libertà?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quanto costa la libertà?

La libertà ti costa la maschera che indossi,

quella che ti sembra così comoda e

così difficile da togliere

non perchè ti sta particolarmente bene,

ma perchè la indossi da troppo tempo.

La libertà,

 se la definiamo come un'assenza di catene,

esiste per molti.

Ma se la libertà significa

capacità di abbandonare

la stanza di costrizioni

della consapevolezza quotidiana,

se la libertà significa

avere una visione priva di limiti,

se libertà significa

creare miracoli e vivere

una dimensione spirituale

radicalmente nuova

allora

la libertà esiste davvero per pochi.

 

 

Tratto da "Essere sognando" di F.Donner

by @ 15:34 [ ]
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09.04.2004

Il dono del vento

 
Sazio di giochi con raggi di sole un vento leggero e malizioso frugandomi fra le vesti è arrivato a sfiorarmi la pelle. Ne ho udito il riso mentre teneramente mi scompigliava i capelli. Ebbro di fiori mi ha portato il profumo del risveglio della terra dal lungo sonno invernale. Ormai è pronta per essere fecondata un'altra volta ancora.
Ascoltare la terra mi piace. Sento irresistibile la voglia di affondarci le mani, di sentirla addosso. Istintivamente a questo pensiero gli occhi si chiudono....il tempo di un profondo respiro....ora sono gli occhi dell'anima che nel riaprirsi percorrono la vastità del cielo, riconoscendo in disegni tracciati in volo, il proprio desiderio di libertà.
Sento il sangue pulsare nelle vene, vibra il corpo. Seguo con fiato sospeso il crescere del desiderio che coinvolge i sensi. Nulla faccio per frenarlo. Lascio che giochi ai limiti di me stessa. Dentro e fuori. Lasciando essere ciò che è. E' come se riuscissi a percepire il crescere di un fiore. E' come se lo vedessi trasformarsi in fiamma, diventare luce. E' amore il desiderio della luce. E' il ritorno al sole, alla vita. Nelle sue braccia rimango. La gioia in me. Nel mio corpo essa esplode, sale come linfa, s'irradia, dissolvendo ciò che mi separa da me. Niente allora ci separa. Immersa in quella gioia condivido colori e luce. Sono lei restando me. Vorrei stringerla fra le mani, accarezzarla, baciarla. Certo non posso....ma lei è in me....viva e reale....è dentro e fuori....lontana eppur vicina.
Prezioso dono ricevuto dal vento, da un amore che nulla pretende se non di amare.
 
 
 

by @ 15:24 [ ]
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08.04.2004

Il calore dell'amicizia

 
Ci sono attese che valgono davvero la pena di essere vissute quando finiscono in un abbraccio che vede due persone corrersi incontro e piangere di gioia una nelle braccia dell'altra. Non lo credi anche tu Tiziana :) ?
Il calore dell'accoglienza che tu e tuo marito avete saputo offrirci è rimasto dentro a me e a Massimo dando ancor più forza a ciò in cui entrambi crediamo fortemente: l'amicizia sincera e disinteressata è davvero una delle espressioni più belle che l'Amore riesce a dipingere sul volto della nostra vita.

by @ 17:57 [ ]
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06.04.2004

Là in fondo, in un angolino di prato.....

 
Questo fine settimana sono riuscita a realizzare un desiderio che da tempo sentivo in attesa nel cuore: quello di visitare il luogo dove Hermann Hesse ha vissuto gran parte della sua vita e dove ha scelto di essere sepolto. A Montagnola, splendido paese svizzero, che dall'alto stende lo sguardo sulle quiete acque del lago di Lugano, si trova il Museo dedicato al famoso scrittore. Grande l'emozione nel vedere lì raccolti scritti e oggetti "originali" che gli sono appartenuti quando era in vita, ma nulla rispetto a ciò che forte ho sentito  in me durante la visita al piccolo cimitero di S.Abbondio, che appena fuori dal paese è raccolto nelle morbide e verdeggianti forme di un pendio ai margini del quale un enorme albero china i suoi rami sull'ingresso e sulla piccola strada che costeggiando il muro del cimitero conduce al sentiero che ha visto un tempo i passi di Hesse raggiungere quei boschi di cui tante volte ho letto nei suoi libri.
Il cuore batte forte. Oltrepasso l'ingresso e aiutata da alcune indicazioni cerco di individuare il luogo dove riposa Hesse. Lo sguardo scivola su tombe e iscrizioni troppo austere per vegliare il suo sonno. Là in fondo, in un angolino di prato, all'ombra di una tuia, dell'edera variegata abbraccia una grande pietra su cui è inciso solo il suo nome e lì vicino interrata fra l'erba una più piccina, quella di Ninon, la donna che per molti anni gli è rimasta accanto.
Ho un nodo alla gola e sento gli occhi riempirsi di lacrime. Non è la reazione di chi finalmente riesce a posare un fiore sulla lapide dell'idolo di cui si è infatuata. Non ho portato fiori con me e le mie labbra non si sono mosse a recitare preghiere.
Nella commozione profonda che ho avvertito in quell'istante è riaffiorata una frase scritta da Hermann Hesse sul libro Peter Camenzind:
"...Nel mondo non v'è nulla di più nobile e di più beatificante che un amore assiduo, senza parole e senza passione, nè io mi auguravo alcuna cosa più ardentemente di questa: che alcuni, o soltanto due, o magari uno di coloro che leggono le mie parole, potesse, per mio incitamento incominciare a conoscere questa arte pura e beata."
Parole che hanno preso per mano la mia emozione fino a condurla là dove l'ho vista trasformarsi in quella commozione che nel fraterno abbraccio alla vita mi rende consapevole di essere anche per un solo istante unita al respiro del mondo.
Libera scivola una lacrima che le mie dita raccolgono sul quel sorriso che ora è già alle mie spalle, là in fondo, in un angolino di prato, come edera variegata abbracciato a una pietra dove sotto il nome di un uomo che mi ha aiutata ad imparare a vivere per amare  sono riuscita a scrivere solo.... grazie.
 
 
 

by @ 12:37 [ ]
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